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Filà de Moros Marins

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WEB: www.morosmarins.com

ANNO DI FONDAZIONE: 1869
COMPONENTI: 289
SEDE SOCIALE: C. Sant Agustí, 52


CAPITANA 2013: 
Adelaida López Doménech


ABBIGLIAMENTO

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STORIA

Nonostante ci sia qualche dato dell'esistenza dei Mori Marini già nel 1863, è solo nel 1869 che si hanno notizie del primo capitano Don Juan Bautista Pastor e dei primi fondatori: José Belda Cabanes, Toni "la loca", Enrique " del hostal", Manolo "el carnisser", el tio "Tahona", El "minyó", Francisco Calatayud "el Menut" .....

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Dalla sua fondazione l'associazione ha sempre avuto problemi con il numero dei componenti; agli inizi del XX secolo, nel 1900, nelle alleluia iniziali dicevano: "vedrai che i Mori Marini sono pochi ma anche se sono pochi sono come le pallottole di piombo". Dal 1905 al 1910 ebbero solo 11 componenti e nessuna possibilità di poter partecipare alle feste per 8 anni. Nel 1918, riapparve e sfilò nell'ordine attuale dopo l'associazione dei Marrocs, perchè più antica. Come conseguenza dello sciopero nel settore tessile noto come lo sciopero dei Beneytos, negli anni 1923 e 1924 non partecipò alla festa, ma continuò il lavoro e la vita quotidiana nella sede principale (maset).

Fino all'anno 1936 la media dei componenti fu di 20-30 "festeros".

Dagli anni 50 in poi comincia ad aumentare il numero dei festeros (componenti); il 1975 è uno degli anni più importanti perché si inaugura l'attuale maset (sede) e la festa riceve una forte spinta, inoltre, con la partecipazione della donna come "festera" con tutti i suoi diritti, nel 1981 la Filà dei Mori Marini diventa una delle più numerose della nostra festa.

Si pensa che le origini dei Mori Marini a Bocairent risalgano agli eventi di Torreblanca del 1397, e la loro prima apparizione intorno al XVII secolo o  che siano collegate alla storia delle invasioni del nostro litorale da parte della flotta turca, mori e pirati, come vuole la fantasia popolare. Per questo si può dire che il vestito tradizionale del moro marino è composto da: pantaloni viola larghi raccolti a metà polpaccio, con ornamenti di treccia dorata alla cucitura, che col passare del tempo sono diventati ricami floreali colorati; calze a strisce bianche e rosse; camicia ampia rossa, un richiamo marinaresco al collo e polsini bianchi anche questi ricamati con motivi marinareschi dai colori vivaci, maglia di lana rossa e bianca. Il capo si copriva con un fez "de coixinera" verde, simile ai turbanti dei marinai genovesi e per gli eventi importanti si sostituiva con un turbante con nappa chiamato "toña".

Per coprirsi usavano una coperta di feltro verde con fusciacca bianca.

Nel 1961 il fez de "coixinera" lasciò il posto al fez o barret verde. Le calze rigate e le scarpette ricamate furono sostituite da mezzo-stivali rossi.

Le donne indossano gonne al posto dei pantaloni larghi.

IL CANTO DEL MARINAIO

Il canto del "Marinaio" è un atto tradizionale dell'associazione che viene di solito intonato alla fine della sfilata della Notte del Ciri e del Panellet, nella piazza del Municipio, dove si forma un cerchio con tutti i festeros e festeras (componenti) che, mano nella mano, formano altri cerchi concentrici.

Si tratta di un coro di cinque versi cantato da tutti i partecipanti, in seguito da uno solo, con voce da tenore, che i componenti ascoltano inginocchiati; quando finisce il tenore tutti si alzano cantando strofe che si concludono con "Viva San Biagio!" che canta il tenore, e successivamente le persone in cerchio danzano in tondo più velocemente attorno alla fontana.

Le parole sono scritte in castigliano e il suo autore fu Mosén Joaquín Vañó Cabanes. La prima volta si cantò nel 1934, in seguito le parole furono modificate perché avessero più sentimento festero e marinaresco. Si presume che la musica sia stata presa da qualche opera o zarzuela del momento.

Tra i solisti più popolari ci sono Antonio Cantó Ferre "El Molinero" (Il Mugnaio), José Vicedo "Tambor" (Tamburo), Tomás Beneyto Payá, Leandro Santonja, Pascual Agulló Hernández, Rufino Rodríguez García-Abadillo e Teodoro Lanarás.

"LE CANZONCINE"

"Le canzoncine" sono sempre state una delle caratteristiche dell'Associazione dei Mori Marini. Dalla sua fondazione, e dal 1918, data della sua riapparizione, possiamo trovare dati sugli autori delle parole, vincolati all'Associazione, come José Belda Cabanes, Manuel Esplugues Soler e Francisco Miralles, un altro simpatizzante come José Piedra Peidro, che scrisse le classiche "alleluia" che si cantano all'Entrata, e che è anche l'autore dei versi che celebravano la riapparizione dell'Associazione e la benedizione della prima bandiera. Verso gli anni quaranta fu molto popolare l'orchestra costituita di strumenti a polso, a plettro e violino, nella quale suonavano Manuel Ferre, Vicente Francés, Vicente Beneyto, Campins...... e che erano accompagnati da componenti della filà con "cimbombe e sonagli". Vanno ricordate persone come Manuel Santonja e Miguel Cantó che anno dopo anno hanno continuato questa tradizione con le loro composizioni, sempre scritte in valenciano.

"LA PENTOLA"

Siamo l'unica associazione che continua a mantenere l'abitudine di cucinare la tradizionale "olla de pencas" (pentola di steli) nella "Noche de Cajas" (Notte delle Scatole), sia per i suoi componenti che per i musicisti.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE:

Presidentessa: Carme Domènech i Boscà
Vicepresidente: Antonio Molina i Cantó
Segretaria: Blai Vanyó i Vicedo
Vicesegretaria: Mila Olivares i Sanz
Tesoriere: Vicente Belda Calabuig
Vicetesoriere: Francisco Pascual i Giner
Membri Consiglio delle Feste: Ximo Ferre i Tormo, Antonio Vañó i Corachán
Membri: Adriana Llobregat i Molina, Puri Beneyto i Vicedo i Lorepto Belda i Pérez
 
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